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Robbia

Oggi vi parlo della robbia, una polvere molto versatile, utile sia alle Magàre del Sole che alle Magàre del Fuoco.

La pianta e le sue proprietà

Il nome latino della robbia è Rubia Tinctorum, e cioè “robbia dei tintori”. Questo perché le proprietà coloranti di questa pianta, della quale vengono usate le radici e i fusti sotterranei, sono conosciute da tempi antichissimi. Sono stati trovati infatti alcuni reperti archeologici dell’Età del Bronzo in un villaggio di palafitte sul lago di Ledro, in Trentino, che testimoniano il suo uso nella tintura. Anche molti autori greci e latini parlano della robbia, come Dioscoride e Plinio, che scrivono di piantagioni a Ravenna e nei dintorni di Roma, dove oltre che sui tessuti veniva anche combinata all’allume per tingere di rosso il cuoio. Anche l’Oriente la conosceva, e se ne trovano prove tra gli Egizi, i Persiani e gli Indiani.

La fortuna della robbia prosegue per tutto il Medioevo e il Rinascimento, quando a Firenze veniva usata con tecniche dalle regole severe da più di trecento botteghe, permettendo lavori di gran pregio. Tra il XV e il XVI secolo la adoperano particolarmente i fiamminghi, e nel XIX secolo i pantaloni dei soldati francesi vengono tinti di rosso tramite la robbia.

La robbia in tintoria inizia il suo declino nel 1868, quando i chimici tedeschi Carl Graebe e Carl Liebermann riescono a sintetizzarne il pigmento, l’alizarina. Oggi è in via di estinzione nei paesi mediterranei, mentre in Asia e Africa viene ancora coltivata localmente per la tintura di opere di artigianato, come i famosi tappeti persiani.

Come erba officinale, la robbia ha proprietà diuretiche, antisettiche e astringenti.

Cosa fa e come si usa in cosmesi

Per quanto riguarda le nostre Magarìe, possiamo sfruttare le proprietà coloranti della robbia, e in più modi! Nello specifico, la polvere di robbia ArmoniaBio Herbs si presenta come una polvere arancio scuro un poco granulosa.

Se aggiungendola all’henné vogliamo ottenere dei riflessi rosso mattone, possiamo mescolare la robbia a parte con acqua tiepida e lasciarla riposare una decina di minuti prima di metterla nella nostra miscela.

Se invece siete delle Magàre del Fuoco, alla robbia dovete aggiungere il bicarbonato. Infatti, grazie a questo elemento basico il pigmento rilasciato dalla robbia virerà non al mattone, ma al rosso freddo.

Insomma, ancora la Natura ci regala un ingrediente con alle spalle una storia millenaria e per giunta che potremo utilizzare in modo molto flessibile per tingere e prenderci cura della nostra chioma.